CO-HOUSING A MILANO

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Il tema del progetto riguarda il co-housing, comprendente negozi, palestra, piscina, ristorante, asilo e spazi comuni, in via Principe Eugenio a Milano.


Il progetto prevede tre edifici attestati a ferro di cavallo, con caratteristiche differenti, ma che nel complesso creano un unione efficace per il tema di progetto. Essi formano una cortina arretrata che a sua volta genera una piazza. I tre edifici di tale complesso hanno caratteristiche differenti: vi è un primo stadio, quello della continuazione della cortina edilizia, che ha un carattere duro; un secondo stadio, quello delle facciate che guardano la piazza, che hanno un carattere giocoso e che si relazionano con essa; e un terzo stadio, l'ultimo, che prevede un carattere più libero edi più ampio respiro.

Questo complesso è stato pensato in funzione alla sua destinazione d'uso, quindi un insediamento abitativo composto da abitazioni private e da ampi spazi destinati ad uso comune e alla condivisione dei "co-housers". I servizi comuni sono posti al piano terra, in modo da incentivare il coinvolgimento non solo gli abitanti del complesso abitativo, ma anche quelli dell'intera zona. Tutto questo avviene anche grazie alla piazza antistante gli edifici, pensata per creare uno spazio di respiro, un anfiteatro in cui poter passare del tempo, che funge da stimolo alle relazioni tra le persone che la vivono. Il tema del co-housing è importante poiché la condivisione di luoghi e spazi agevola la socializzazione tra gli individui, gli scambi culturali, crea relazioni che migliorano e arricchiscono sia la vita della città che le persone che ne esperiscono.



Il progetto nasce dal significato del co-housing. Il nostro intento è stato quello di pensare ad un abitazione in grado di accogliere molteplici funzioni in base alle necessità dell’insieme degli individui che possono esperirne. Punto fermo in tutte le fasi progettuali è la piazza antistante gli edifici. Abbiamo sempre pensato che questo spazio fosse fondamentale come risposta alla nostra idea progettuale. Il gruppo di lavoro ha trovato ispirazione in co-housing esistenti, in residenze per studenti, e in architetture dei maestri del Movimento Moderno. Uno dei riferimenti progettuali seguiti durante il percorso progettuale è il collegio Tietgen in Danimarca.





Di grande interesse è la sua capacità di farsi vivere. Esso è infatti un luogo in cui vi sono sempre molti studenti che interagiscono tra loro, e animano lo spazio. Altra architettura presa in esame è l’Unité d’Habitacion di Le Corbusier. Sia per l’edificio in sé, sia per l’idea sociale che esso rappresenta. Infatti, si tratta di un complesso autosufficiente, in quanto contiene tutte le funzioni necessarie alla vita di ogni individuo. Rappresenta un modo di vivere collettivo, con attività sociali comuni. Ultimo complesso studiato è l’edifico Hofwiesenstrasse a Zurigo, preso in esame soprattutto per la parte stilistica e tecnologica di facciata del progetto. Esso prevede infatti vetrate colorate, che consentono un passaggio della radiazione solare di diverse cromie.




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