L'AQUILA BORN AGAIN

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Questo progetto verte sul consolidamento, sulla ricostruzione e riqualificazione del complesso San Filippo con l’obiettivo di dare agli abitanti di L'Aquila uno spazio dove ritornare ad incontrarsi e riconoscersi.


L’Aquila è una città nata per volontà di quattro paesi che si riunirono per fondare un unico agglomerato urbano, che contenesse all’interno di esso i corrispettivi quattro quarti, con le proprie chiese, piazze e fontane. La città fu sempre territorio di numerosi eventi sismici, che sconvolsero le vite dei propri abitanti; e l’ultimo fu il terremoto del 2009. In seguito a questo evento gli aquilani si ritrovarono senza la loro città; per dare loro un tetto si costruirono le cosìddette New Town, che però non restituirono la vita agli aquilani, ma fecero solamente desiderare ancora più ardentemente la loro vecchia città, con piazze, strade e luoghi di vita sociale.

Nel piano di ricostruzione del Comune de L’Aquila sono previsti i primi interventi su edifici pubblici ed i nuovi progetti di carattere urbano. Tra questi si trova, a fianco della piazza del Duomo, il complesso San Filippo: edificio importantissimo per la sua storia, per la sua posizione, e per le sue potenzialità. La prima pietra della Chiesa di San Filippo Neri venne posata nel 1637, ma non fu solo un edificio sacro; negli anni infatti divenne anche deposito daziario, palestra ed infine teatro.

Il convento di San Filippo Neri, a fianco della chiesa, nel corso della sua storia fu edificio del fascismo ed edificio per uffici del Comune de L’Aquila. Questo progetto verte sul consolidamento e sulla ricostruzione del complesso San Filippo con l’obiettivo di dare agli abitanti della città uno spazio dove ritornare ad incontrarsi e riconoscersi. E’ stato analizzato l’edificio dal punto di vista storico, strutturale e dei danni derivanti dal terremoto, optando per un tipo di intervento che fosse poco invasivo e reversibile.



Nella chiesa dove, fino a qualche anno fa c’era il teatro, è stato progettato uno spazio che può diventare non solo teatro, ma anche sala espositiva, spazio per le esercitazioni di danza, concerti, o anche solo di visita alla chiesa sconsacrata. E’ invece nell’ex convento che si svolgeranno le più svariate attività: caffè letterario, aule di lingua straniera, sale lettura, aule di musica, spazi ludici per i bambini e le loro mamme, aule per corsi di fotografia e scultura, e un ristorante con terrazza. All’interno del cortile ci sarà la nuova piazza, coperta ma aperta, una scatola indipendente, con una nuova struttura che in caso di eventi sismici non andrà a gravare sulle murature circostanti, contenitore di vita e di aggregazione sociale. E’ questo il cuore del progetto, un passo verso L’Aquila.




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